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Miaoran, vestiti come “casa del corpo”

Proprio come per ogni generazione c’è una cacciatrice, che si erge “contro i vampiri, i demoni e le forze delle tenebre” – mannaggia a me e alla mia ossessione per i telefilm! – per ogni stagione della moda, Re Giorgio (Armani, ça va sans dire) sceglie un designer emergente dandogli l’opportunità di presentare la sua ultima collezione in quel tempio della bellezza minimalista che è l’Armani Teatro di via Bergognone – e io intanto ne ho approfittato per fare un bel selfie all’entrata…

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E così è successo sabato 18 giugno, nel bel mezzo della fashion week milanese dedicata all’uomo. Ma non è il caso di parlare di moda uomo con Miaoran, designer cinese già noto al mondo del fashion per aver avuto una menzione speciale al Who is on Next? Uomo 2015 ed essere arrivato in finale allo stesso concorso nella categoria donna. Non è il caso di parlare di moda uomo con lui perché le sue creazioni non sono né uomo, né donna. Anzi, non sono neanche genderless, concetto che ora va di moda persino tra chi si occupa di moda e che proprio per questo appare ormai troppo inflazionato. Come il designer ha voluto spiegare nel backstage dopo la sfilata, le sue creazioni sono semplicemente vestiti. Perché il suo lavoro è vestire le persone, non vestire l’uomo o vestire la donna, ma creare quella che lui chiama una “casa per il corpo”.

Texture, volume, decorazione sono i mattoni che Miaoran usa per costruire le sue case: la consistenza del denim viene scelta per pantaloni dai volumi oversize, i soprabiti leggeri di tela avorio lasciano il passo a bomber corti profilati da elastici, completi di cotone spalmato riflettono la luce col loro blu profondo come il mare, e dal mare vengono le creature ricamate su cappotti, giacche, cardigan. Sono creature che affascinano e che spaventano, a volte stampate, a volte ricamate e palpabili, a volte ricreate sul macramè verde alga di un vestito che avvolge l’intera superficie del corpo. Sono creature che, come spiega lo stilista, “non si vedono mai” e che quindi riemergono in superficie, creature primordiali che ci riportano a uno stato precedente rispetto all’uomo, precedente alle differenze socialmente costruite, alla divisione uomo/donna, precedente persino alla moda. Le creature di Miaoran sono l’immagine stessa della sua filosofia di designer.

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Fabio J.
(Twitter: @FabioJPiredda)

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